Marco Cagnolati

Il figurativo di Oscar Piovosi, per ora continua ad essere la sua espressione preferita. Dipinge a dominanza blu, interessanti figure umane, inserite in contesti attualissimi, contornando le figure con una “neorealista” linea scura che le fa emergere dallo sfondo. La composizione e l’impaginazione evocano i fotoreporter, le figure sono interpretate con rispetto del chiaroscuro, del volume, della tecnica pittorica e con un realismo che descrive i comuni momenti dell’esistenza odierna, riproponendo in chiave contemporanea i contenuti di quello americano, rappresentativo dell’incomunicabilità (vedi “Phone and… / Informale”) dove la comunicazione virtuale isola, ma aggrega virtualmente. Con la pennellata “fugace”, molto espressiva, conoscenza dell’anatomia e buona impostazione grafica, cromatica e stilistica complessiva, dà un congeniale senso di plasticità Pop al prodotto finito. Nei quadri di Piovosi il disegno ed il colore non sono distinti, infatti mentre dipinge, disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso. Il colore ha il potere di influenzare direttamente il suo stile, l’artista coglie l’armonia fra rapporti molteplici e li trasporta in una propria gamma, sviluppandoli secondo una logica nuova e originale.

L’informale. In un lasso di tempo di due-tre anni circa, Piovosi ha prodotto anche opere informali, con risultati ottimi. In questa serie di dipinti elimina i vecchi contenuti che possono essere in comune con pittori, giornalisti, scrittori, narratori… per cimentarsi nella trasmissione di emozioni pure, prettamente pittoriche dove è la forma che fa la differenza. Qui Oscar non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile il suo inconscio e dimostra che il tocco supremo dell’artista è capire quando l’opera è finita.

Phone and…/ Informale, Galleria Ducale, Guastalla, RE
Aprile 20162018